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Mio figlio perde i dentini troppo presto? La verità che rassicura tanti genitori

📅 17 Agosto 2026✍️ di Riccardo Nocentini⏱️ 5 min di lettura

Capita spesso in studio: un genitore entra preoccupato perché il figlio ha perso un dentino “troppo presto”. Lo capisco bene. Anch’io, dopo tanti anni dietro la poltrona e una tradizione familiare in pedodonzia, so che quando i tempi non coincidono con quelli del vicino di banco scatta l’allarme. La verità, però, è che nella crescita dentale c’è più variabilità di quanto si creda, e nella maggior parte dei casi non c’è nulla da temere.

Quali sono i tempi normali (con un margine ampio)

La caduta dei denti da latte segue, in media, questo schema: incisivi centrali tra i 6 e i 7 anni, laterali 7-8, primi molari 9-11, canini 10-12, secondi molari 10-12. Il margine di variabilità fisiologica è ampio: fino a 12 mesi prima o dopo la media può essere ancora normale.

Il fenomeno della Dentizione non è un orologio svizzero. Conta la familiarità (genitori che hanno perso i denti presto/ tardi), il ritmo di crescita generale, eventuali traumi o carie pregresse. Un bimbo che a 5 anni perde un incisivo centrale può rientrare nella normalità, specie se il permanente affiora subito sotto.

Quando la fretta è un segnale da ascoltare

Ci sono però casi in cui la caduta precoce merita una valutazione. I campanelli d’allarme che considero in studio sono sempre concreti e osservabili, anche a casa.

  • Perdita di un molare da latte prima degli 8 anni, soprattutto se non si vede il permanente in arrivo.
  • Caduta con dolore persistente, gonfiore, alito cattivo: spesso è carie profonda o ascesso.
  • Asimmetria marcata: a sinistra il dente è caduto e a destra il gemello è fermo da oltre 12-18 mesi.
  • Trauma con denti ancora mobili dopo una settimana o gengive sanguinanti: serve controllo.
  • Nessuno spuntare del dente definitivo oltre 6-9 mesi dalla caduta del latte, nella stessa zona.

In questi scenari la visita dal dentista pediatrico non è un vezzo: è prevenzione vera.

Un caso dal mio studio: perché non tutto è uguale

Mi è capitato di recente: bimbo di 5 anni e mezzo, incisivo centrale superiore caduto dopo una lieve botta al parco. Genitori in ansia. Alla visita, gengiva sana, nessun segno di infezione, e in controluce si intravedeva già il profilo del permanente. Ho consigliato dieta morbida per 48 ore, spazzolino morbido e controllo a un mese. È spuntato puntuale, allineato, fine dell’ansia.

Altro caso, diverso: bambina di 6 anni con perdita del primo molare da latte a causa di carie profonda non trattata. Qui ho proposto un mantenitore di spazio per evitare che i denti vicini si spostassero chiudendo il corridoio al permanente. È un dettaglio che fa la differenza: se lo spazio si chiude, recuperarlo con l’ortodonzia è più lungo e costoso.

Le cause più comuni della caduta precoce

Nel 70-80% dei casi vedo tre responsabili: carie, trauma, e resorbimento accelerato della radice da parte del dente permanente in arrivo.

La carie infantile è spesso silenziosa: avanza sotto un’otturazione vecchia o tra i denti, finché il dente cede. Il trauma è tipico tra i 3 e i 6 anni: scivoloni, altalene, bici senza rotelle. Se il colpo ha lesionato la radice, il dente può mobilizzarsi e cadere nei mesi successivi.

Ci sono poi cause meno comuni: abitudini viziate (ciuccio oltre i 3 anni, biberon notturno zuccherato), bruxismo infantile, o affollamenti importanti che accelerano o ritardano il percorso di eruzione. Solo raramente troviamo condizioni sistemiche o agenesie dentali: si scoprono con visita e, se serve, indagini radiografiche mirate.

Cosa fare subito, senza aspettare

  • Guardare bene: la gengiva è sana? C’è pus, alito cattivo, dolore? Se sì, chiamate il dentista.
  • Verificare la simmetria: il “gemello” dall’altro lato a che punto è?
  • Spazzolino due volte al giorno con dentifricio al fluoro: 1000 ppm tra 3 e 6 anni, 1450 ppm oltre i 6 (quantità: un velo, non una montagna).
  • Limitare gli zuccheri fuori pasto: la regola “solo ai pasti” suggerita anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità è la più efficace.
  • Se è caduto un molare prima del tempo, prenotare una visita: valutiamo un mantenitore di spazio.

Nel frattempo, evitate di “muovere” i denti con le dita. Non accelerate una caduta: rischiate dolore, infezioni, e distorsioni del percorso di eruzione.

Errori tipici da evitare

  • Aspettare che “tanto spunta”: se dopo 6-9 mesi il permanente non si vede, va capito il perché.
  • Sottovalutare i molari da latte: sono fondamentali per lo spazio e la masticazione, non “tanto cadono”.
  • Dare succhi o latte zuccherato la sera: il biberon notturno è il migliore amico della carie.
  • Saltare i controlli periodici: due visite l’anno in età scolare intercettano il 90% dei problemi.

Quando serve una radiografia (e quale)

Non si fa radiologia “a pioggia” sui bambini. Ma se un dente è caduto molto presto e il permanente non si vede, o se sospettiamo carie interprossimali, propongo indagini mirate. Una bitewing valuta bene le carie tra i denti; una Radiografia panoramica può essere utile sopra i 6-7 anni per vedere il quadro generale, solo se c’è un’indicazione clinica.

La dose è bassa e le apparecchiature moderne sono rapide: l’obiettivo è rispondere a una domanda precisa, non “fare un controllo in più”.

Come prevenire le cadute “sbagliate”

La prevenzione non è uno slogan, è un’abitudine. Lo vedo ogni settimana: famiglie che spazzolano insieme ai bambini fino agli 8-9 anni hanno meno carie, meno ansie e un portafoglio più sereno.

Tre mosse che funzionano sempre: igiene assistita la sera, snack intelligenti (frutta fresca, yogurt naturale, formaggio), acqua come bevanda principale. In studio, sigillature dei solchi sui primi molari permanenti quando spuntano: un gesto semplice che riduce il rischio di carie.

Il mio consiglio finale (terra terra)

Se un dentino cade “prima”, fermatevi a osservare: come, dove, con che segni. Una foto con lo smartphone, due righe di appunti (data, sintomi), e una telefonata al dentista di fiducia spesso bastano a chiarire il quadro. La maggior parte delle volte vi dirò: tutto nella norma, ci vediamo alla prossima visita. Se invece c’è un rischio di perdita di spazio o un’infezione in corso, intervenire subito evita mesi di ortodonzia in più.

Il bello del nostro lavoro, e l’ho imparato nello studio di famiglia nel centro Italia, è che i problemi dei bambini si risolvono quasi sempre con gesto, tempo e parole giuste. Niente panico: guidiamo il percorso, un dente alla volta.

Riccardo Nocentini

Riccardo Nocentini ha gestito uno studio dentistico di famiglia nel centro Italia, vivendo in prima persona l’evoluzione delle tecniche conservative. È appassionato di prevenzione, alimentazione e racconta i dietro le quinte del mestiere.

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